Sintomi della toxoplasmosi

Che cosa è la Toxoplasmosi?

La toxoplasmosi è un’infezione causata da un parassita. Questo parassita è chiamato Toxoplasma gondii. Si può trovare nelle feci di gatto e carne non cotta o cotta male, in particolare nella carne di cervo, agnello e maiale. Può anche essere trasmessa attraverso dell’acqua contaminata. La toxoplasmosi può essere mortale o causare gravi difetti di nascita per un feto se la madre contrae l’infezione poco prima o durante la gravidanza. Questo è il motivo per cui i medici raccomandano alle donne incinte di evitare il più possibile il rischio di venire a contatto con le feci di gatto.
La maggior parte delle persone che hanno la toxoplasmosi non presentano mai alcun sintomo. Secondo il Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC), oltre 60 milioni di persone negli Stati Uniti risultano infettate dal parassita della toxoplasmosi. Le persone maggiormente a rischio di infezioni gravi sono quelle con sistemi immunitari compromessi e neonati nati da madri con infezione attiva durante la gravidanza.

Quali sono i sintomi della toxoplasmosi?

Sintomi della toxoplasmosiLa maggior parte delle persone che sono state infettate dal parassita che provoca la toxoplasmosi non mostrano segni particolari o sintomi.
Le persone che invece sviluppano i sintomi possono presentare:
  • febbreè
  • linfonodi gonfi, soprattutto nel collo;
  • mal di testa
  • dolori generali e muscolari
  • gola infiammata.

    Questi sintomi possono durare per un mese o più e di solito si risolvono da soli. La toxoplasmosi è invece particolarmente grave per le persone che hanno sistemi immunitari indeboliti, che potrebbero sviluppare:

  • infiammazione del cervello, che causa mal di testa, convulsioni, confusione e coma;
  • infezione polmonare, che causando tosse, febbre e respiro corto e affannoso;
  • un’infezione agli occhi, che causa visione sfocata e dolore agli occhi.

    Quando un feto è infetto, i sintomi possono variare da lievi a molto gravi. La toxoplasmosi in un bambino non ancora nato può essere pericolosa in quanto la maggior parte dei neonati con toxoplasmosi congenita può apparire normale alla nascita, ma può sviluppare sintomi gravi con la crescita. È particolarmente importante controllare l’eventuale interessamento dell’infezione al cervello e agli occhi.

Come viene diagnosticata la toxoplasmosi?

Il medico effettua un esame specifico del sangue per verificare la presenza di anticorpi per il parassita. Un anticorpo è un tipo di proteina che il sistema immunitario produce quando è minacciato da elementi nocivi. Gli anticorpi rilevano sostanze estranee dai loro marcatori di superficie, detti antigeni. Gli antigeni comprendono:
  • virus;
  • batteri;
  • parassiti;
  • funghi.

    Una volta che un anticorpo si è sviluppato per agire contro un particolare antigene, rimarrà nel circolo sanguigno per proteggere l’organismo contro future infezioni. Se si è stati quindi esposti a Toxoplasma gondii, gli anticorpi saranno presenti nel sangue. Un risultato positivo non significa comunque necessariamente che si abbia attualmente un’infezione attiva. Se una donna risulta in stato interessante e ha un’infezione attiva, allora medico dovrà esaminare il liquido amniotico e il sangue del feto. Anche un’ecografia può anche servire a determinare se il feto è stato infettato. Se al feto viene diagnosticata la toxoplasmosi, allora occorrerà rivolgersi ad uno specialista, o più specialisti ad includere un genetista. L’opzione di interrompere la gravidanza, a seconda dell’età gestazionale del bambino, può essere una possibilità. Se invece si deciderà di continuare la gravidanza, il medico dovrà probabilmente prescrivere degli antibiotici per ridurre il rischio dei sintomi nel bambino.

Quali sono le complicazioni associate alla toxoplasmosi?

La ragione per cui la donna incinta deve adottare speciali precauzioni per evitare la toxoplasmosi è che può essere molto grave, anche fatale, per un bambino infetto nell’utero. Per coloro che sopravvivono, la toxoplasmosi può avere conseguenze durature sul:
  • cervello;
  • occhi;
  • cuore;
  • polmoni.

    Essi possono anche sviluppare ritardi mentali e fisici nello sviluppo e crisi convulsive. In generale, i bambini che sono infettati nelle prime fasi della gravidanza soffrono di problemi più gravi di quelli che vengono infettati più tardi.

Come viene trattata la toxoplasmosi?

Il medico può raccomandare di non trattare la toxoplasmosi se non provoca sintomi. La maggior parte delle persone sane che sviluppano un’infezione non presentano sintomi o sviluppano sintomi lievi che sono sia auto-limitati che auto-risolventi. Se invece la malattia è grave, persistente, coinvolge gli occhi, o coinvolge anche gli organi interni, il medico prescriverà molto probabilmente la pirimetamina (Daraprim) e la sulfadiazina. La pyrimethamine è anche usata per trattare la malaria. La sulfadiazina invece è un antibiotico. La pyrimethamine riduce i livelli di acido folico, che è un tipo di vitamina B e quindi il medico potrà anche prescrivere l’assunzione di vitamina B supplementare durante il trattamento con il farmaco.

Trattamento durante la gravidanza

Il trattamento durante la gravidanza è ovviamente diverso e dipenderà dal fatto che il bambino non ancora nato sia infettato e dalla gravità dell’infezione. Il medico indicherà la terapia migliore per il caso specifico e probabilmente prescriverà un antibiotico per ridurre la probabilità di trasmissione al feto. L’antibiotico chiamato spiramicina è generalmente raccomandato nel primo trimestre. Una combinazione di pirimetamina/sulfadiazina e leucovorin viene generalmente utilizzata durante il secondo trimestre e il terzo trimestre.
Se il neonato ha la toxoplasmosi, la pirimetamina e la sulfadiazina possono essere considerati come un trattamento, tuttavia, entrambi i farmaci hanno effetti collaterali significativi sulle donne e sul feto e sono utilizzati solo come ultima risorsa. Gli effetti collaterali potenziali includono la soppressione del midollo osseo.