Toxoplasmosi

Toxoplasmosi, cos’è?

Malattia infettiva, determinata dal protozoo chiamato Toxoplasma gondii (si tratta di un parassita intracellulare che si trova in particolare tra i mammiferi e gli uccelli), la Toxoplasmosi è una patologia che fa molta paura, specialmente alle donne in gravidanza.

Per luoghi comuni e per leggende che nel tempo si sono radicate in maniera molto forte, questa malattia è stata identificata per lungo tempo come la malattia del gatto: infatti, credendo che questa malattia fosse portata in particolare dai gatti (proprio perché il Toxoplasma gondii vive in genere nel tratto intestinale del gatto), si è pensato per lungo tempo che i gatti fossero la causa effettiva di questa patologia.

Da qui, si è iniziata una vera e propria caccia al gatto durante il periodo della gravidanza: molte donne incinte, credendo che il loro gatto domestico fosse portatore della malattia e credendo che la patologia avrebbe infettato anche loro, creando problemi gravi al feto, hanno abbandonato il loro animale, allontanandolo dalla casa.

Malattia del gattoIn realtà, anche se è vero che il parassita responsabile della malattia si trova generalmente nel tratto intestinale del gatto, non è vero che la Toxoplasmosi è la malattia del gatto: infatti, questo batterio può essere trasmesso anche per altre vie, come ad esempio toccando o mangiando cibi infetti, in particolare carne cruda, o verdura non correttamente lavata.

Pertanto, prima di dare la colpa a micio, bisogna prevenire – e bisogna farlo non solo quando si aspetta un bebè, ma anche in altri normali momenti della vita – cercando di lavare bene la verdura e l’insalata, e di lavarsi sempre le mani dopo aver toccato carne cruda e dopo aver pulito la lettiera dei nostri animali.

Ma vediamo qualcosa in più in merito alla malattia infettiva che fa così paura alle donne in stato interessante!

Toxoplasmosi: cos’è e chi interessa

La Toxoplasmosi è una patologia infettiva. Essa si trasmette in vari modi, attraverso il contatto con il parassita responsabile dell’infezione che può essere più o meno grave a seconda di diversi fattori.

Stando a quanto è stato indicato da recenti stime dei Centers for Disease Control and Preventing (CDC), si considera che solo in America, la Toxoplasmosi possa aver colpito circa 60 milioni di persone: un numero molto elevato se consideriamo il solo continente americano, ma relativamente basso se pensiamo a quante persone popolano il mondo ed a quante, quindi, potrebbero essere state attaccate dal batterio.

Il parassita può interessare tutti: animali ed esseri umani, uomini e donne allo stesso modo, ma può essere grave soprattutto per le donne incinte, tanto da rendere necessario lo screening prenatale e soprattutto tanto da rendere necessaria la prevenzione di questa patologia.

Le complicazioni per il feto possono essere molto gravi.

Purtroppo, poiché nelle forme iniziali o più leggere è una malattia che non presenta sintomi, molte persone, pur essendone affette, non sanno di avere la Toxoplasmosi.

Occorre quindi che si faccia una corretta informazione riguardante eziologia, sintomi, tipologie di toxoplasmosi, diagnosi e trattamento, per limitare i danni ed i rischi ad essa associati.

Toxoplasmosi: eziologia della malattia infettiva

Come abbiamo anticipato, la Toxoplasmosi deriva da un parassita intracellulare, il Toxoplasma gondii, che si trova sia nei mammiferi, che negli uccelli.

Batterio ToxoplasmosiQuesto parassita è particolarmente presente nel tratto intestinale del gatto, il quale può infettarsi – ma naturalmente non è detto che sia sempre così – mangiando la carne di piccoli roditori. Quando il parassita raggiunge l’intestino del gatto, esso trova particolare terreno fertile entro il quale riprodursi: è proprio qui che ha inizio il suo ciclo di riproduzione.

Il problema si pone soprattutto quando le ovocisti vengono espulse con le feci del gatto: ecco perché, ad una donna incinta, si consiglia sempre di non toccare, nemmeno indirettamente, le feci dell’animale domestico, cercando di evitare il contatto con la lettiera e, qualora questo contatto avvenga, cercando di frenare il problema con una pulizia accurata delle mani.

Le feci del gatto, se infette, possono rappresentare un problema, sia perché gli ovociti possono essere ingeriti da altri animali, sia perché attraverso il contatto, e una non accurata pulizia, questi possono raggiungere anche il tratto gastro-intestinale dell’uomo.

Per fortuna, però, ciò avviene molto raramente, per diversi motivi: il primo è che generalmente, i gatti domestici, se tenuti in casa, se correttamente puliti e soprattutto se vaccinati e tenuti sotto controllo, non rischiano di ingerire animali infetti e quindi è estremamente difficile che essi possano contrarre il parassita. Inoltre, anche qualora ciò avvenisse, se vi è una pulizia accurata della lettiera, e se si utilizzano tutte le precauzioni possibili – come ad esempio indossare i guanti per pulire la sabbietta, disinfettare la lettiera almeno una volta a settimana, lavarsi bene le mani dopo aver pulito – è estremamente difficile che ciò possa avvenire.

Terzo motivo per cui non ci si deve preoccupare o allarmare più del dovuto, è che poiché il gatto elimina le ovocisti quando esse non sono ancora responsabili dell’infezione (ovvero per una o due settimane al massimo dopo aver contratto l’infezione), basta una regolare ed approfondita pulizia della lettiera per eliminare il rischio.

Inoltre, anche se essa è spesso chiamata malattia del gatto, in realtà la Toxoplasmosi si può contrarre anche in altri modi, come ad esempio cibandosi di carni crude o poco cotte, specialmente se si tratta di agnello o di maiale, oppure ingerendo insaccati, verdure non ben lavate, formaggi e latticini in genere non pastorizzati.

Pertanto, se si vuol realmente evitare l’infezione da Toxoplasmosi, è necessario ed obbligatorio prendere tutte le precauzioni del caso, in special modo in presenza di una donna incinta, per la quale contrarre la malattia infettiva sarebbe doppiamente dannoso.

Due tipi di toxoplasmosi: connatale e infettiva

La Toxoplasmosi è sempre dannosa: l’infezione, infatti, se non correttamente curata, può comportare danni molto seri, come ad esempio la schizofrenia.

Occorre, però, fare un piccolo approfondimento sui vari tipi di questa malattia infettiva, che nell’uomo può mostrarsi in due forme, nella forma connatale e nella forma infettiva. Vediamo cosa significa.

Carne crudaLa forma più conosciuta è senza dubbio la Toxoplasmosi acquisita: in questo caso, si contrae la malattia nei modi che abbiamo indicato, come ad esempio ingerendo carni bovine, ovine e suine, non cotte o comunque non sufficientemente cotte, oppure verdure non lavate. In questo caso la toxoplasmosi è un’infezione primaria, che si contrae tramite l’ingestione degli ovocisti che si trovano nel cibo: è raro, ma comunque possibile, che essa si presenti anche in seguito al contatto con il terreno o altri oggetti contaminati dalle ovocisti del parassita responsabile dell’infezione.

Una volta che le ovocisti sono penetrate nell’organismo umano, esse iniziano a diffondersi in tutto il corpo, penetrando all’interno delle cellule degli organi e dei tessuti: in questo modo, l’organismo viene infettato dal parassita, e nelle forme iniziali successive all’infezione è molto difficile riconoscere dei sintomi.

I primi sintomi della Toxoplasmosi acquisita sono, in genere, l’ingrossamento dei linfonodi, ma è anche abbastanza comune che essa si presenti in forma del tutto asintomatica. I sintomi più gravi riguardano soprattutto i soggetti immunodepressi, nei quali si possono presentare problemi molto seri, come epatite, polmoniti, e meningoencefalite.

Nella forma di Toxoplasmosi connatale, invece, la situazione è molto più complessa perché in questo casi, se l’infezione riguarda una donna incinta, vi sono dei rischi molto elevati e delle complicanze parecchio gravi per il feto che la gestante porta in grembo. Per questo motivo, questa malattia infettiva è una di quelle malattie che fa parte del gruppo TORCH, il gruppo delle patologie per le quali è consigliato, se non addirittura necessario, lo screening prenatale.

Se la toxoplasmosi attacca il feto, vi sono rischi molto gravi, come ad esempio aborto o morte del bambino, oppure parto prematuro, ritardato accrescimento intrauterino, ed altre manifestazioni molto invalidanti, come ittero, anemia, ecchimosi, petecchie, ed altri problemi al sistema reticoloendoteliale.

Oltre alla prevenzione, si raccomanda alle donne incinte di prestare particolare attenzione ai sintomi tipici della Toxoplasmosi, anche se purtroppo, molti di questi sintomi sono comuni ad altre malattie, e ciò può mettere in confusione il paziente. Vediamo più nello specifico la forma più grave di Toxoplasmosi, ovvero la forma connatale, detta anche congenita.

La Toxoplasmosi connatale o congenita: un pericolo per il feto!

Come abbiamo visto, la Toxoplasmosi, quando attacca una donna incinta, può essere molto dannosa anche per il feto, determinando aborto, la morte del bambino, e quando il bambino resiste all’infezione e riesce a nascere, molti sintomi, spesso gravi, si possono manifestare.

Bisogna in questo caso ricordare che, quando non vi è stata una diagnosi precisa di Toxoplasmosi in gravidanza – e quindi se non sono state prese precauzioni per il feto e se non è stata affrontata una specifica terapia – può accadere che i bambini nati con questa condizione non manifestino alcun segno dell’infezione contratta, almeno inizialmente.

Si calcola, infatti, che fino al 90% dei bambini nati con Toxoplasmosi non abbiano segni iniziali della malattia, che però si manifesterà successivamente con specifiche forme di infezione.

L’unico segno o sintomo che si può presentare alla nascita è il fatto che il bimbo sia nato prematuramente, o che sia nato sottopeso.

Tra i sintomi che si manifestano nel bambino affetto da Toxoplasmosi congenita vi sono:

  • Febbre;
  • Linfonodi ingrossati;
  • Segni di ittero (pelle e occhi ingialliti);
  • Esantema;
  • Emorragia o presenza di lividi senza un particolare motivo;
  • Una testa troppo grande o piccola, in ogni caso sproporzionata;
  • Fegato ingrossato;
  • Milza ingrossata;
  • Anemia;
  • Attacchi epilettici;
  • Ritardo mentale;
  • Perdita dell’udito;
  • Danni alla retina.

I sintomi della Toxoplasmosi

Come abbiamo anticipato, purtroppo nella maggior parte dei casi è difficile comprendere immediatamente, dai soli sintomi che si manifestano, che si tratta effettivamente di Toxoplasmosi.

Sintomi ToxoplasmosiInfatti, questa malattia talvolta non presenta alcun sintomo (è quindi asintomatica), e solo in alcuni casi si possono manifestare sintomi tipici ma in ogni caso particolarmente confusionari, perché molto simili ad altre malattie.

I sintomi di questa malattia, inoltre, sono variabili per tipo, per grado e per misura, anche in funzione del sistema immunitario e di come esso reagisce all’infezione: se in alcuni casi la Toxoplasmosi può svanire da sola, in altri casi, come ad esempio nei pazienti che hanno un sistema immunitario compromesso (pensiamo alle persone affette da AIDS), la sintomatologia è molto più grave, e indica anche una minore risposta del sistema immunitario all’infezione.

Tra i sintomi più diffusi, vi sono:

  • Nausea e vomito;
  • Stanchezza e spossatezza;
  • Linfonodi gonfi.

Questa sintomatologia, come è facile capire, è molto simile a quella presentata da altre malattie: ciò rende molto spesso la diagnosi difficile o tardiva.

La diagnosi della Toxoplasmosi

L’unico metodo ad oggi sicuro per diagnosticare la Toxoplasmosi è il test effettuato per mezzo di prove di laboratorio, in grado di rilevare la presenza dei parassiti nel corpo: i parassiti si possono trovare all’interno del sangue, del liquido spinale, dei linfonodi e del midollo osseo, e nel caso delle donne incinte, essi si possono trovare anche nel liquido amniotico oppure nella placenta.

In altri casi, si possono effettuare semplici analisi del sangue, attraverso i quali si misurano i livelli di anticorpi che l’organismo umano produce naturalmente per combattere i parassiti.

Un ultimo metodo diagnostico, che è utilizzato soprattutto negli ultimi anni, è quello del test genetico: attraverso l’identificazione del DNA che contiene i geni dei parassiti, è possibile testare la presenza della malattia infettiva nel feto. Bisogna però dire che questo test, effettuato anche per mezzo degli ultrasuoni, non sempre garantisce risultati ottimali, e può dare dei falsi positivi.

Come fare, allora, a diagnosticare, ma soprattutto a combattere la patologia infettiva, specialmente quando non si è in presenza di sintomi?

A questo proposito occorre ricordare che nei soggetti sani in genere la Toxoplasmosi non rappresenta un pericolo: il più delle volte, un soggetto sano può aver contratto l’infezione senza essersene nemmeno accorto, e ciò generalmente non rappresenta un pericolo per la sua vita. Quindi, se non vi sono sintomi particolari, non bisogna allarmarsi, perché molto probabilmente non si ha la Toxoplasmosi o la si ha in una forma leggera. Diverso è il caso in cui vi siano dei sintomi specifici, come ad esempio nausea, spossatezza, gonfiore dei linfonodi, per un tempo superiore alle due settimane: in quel caso occorre comunque contattare il proprio medico di fiducia, al quale si dovranno raccontare con precisione i sintomi, per effettuare gli accertamenti del caso.

Ricordiamo, a questo proposito, che i sintomi della Toxoplasmosi possono essere simili a molte altre malattie: per questo motivo non occorre fasciarsi la testa prima del tempo, ma semplicemente attendere i risultati diagnostici.

Invece, la Toxoplasmosi può essere dannosa nelle donne incinte perché è pericolosa per il feto, in quanto esso può andare incontro a morte prematura o ad infezioni molto gravi: in questo caso, si raccomanda sempre alle donne in gravidanza lo screening prenatale, specialmente quando si è a rischio. Inoltre, la prevenzione è importantissima specialmente nei mesi più difficili della gravidanza.

La Toxoplasmosi può essere dannosa anche per i soggetti immunodepressi: in questo caso, nei pazienti che presentano un sistema immunitario particolarmente debole o compromesso – persone affette da AIDS, o persone che hanno subito cicli di chemioterapia e che pertanto hanno difese immunitarie molto basse – possono manifestarsi problemi molto seri, come ad esempio meningoencefalite, polmoniti atipiche, retinocoroidite, miocardite ed epatite.

Prevenire la Toxoplasmosi

Prevenzione ToxoplasmosiNel settore medico, la prevenzione è sempre importante, ma lo è ancora di più quando si ha a che fare con le malattie infettive.

Bisogna quindi conoscere i particolari motivi di contrazione del parassita, e cercare di attenersi ad un comportamento responsabile e corretto per evitare che la malattia possa attaccare il paziente.

Poiché il parassita della Toxoplasmosi si trova soprattutto nel tratto intestinale del gatto, occorre prestare particolare attenzione nel caso in cui abbiamo questo animale domestico in casa.

In particolare, per le donne incinte, si consiglia di:

  • Non entrare in contatto con le feci del gatto;
  • Tenere pulita e disinfettata la lettiera;
  • Evitare che il gatto esca dall’ambiente domestico;
  • Lavare bene tutti gli utensili e le superfici della cucina, specie quando sono entrate a contatto con carne o verdura cruda;
  • Non consumare insaccati o carni crude;
  • Non dare da mangiare al gatto carne cruda;
  • Evitare di toccare gatti randagi;
  • Tenere la lettiera del gatto in casa o al coperto, per evitare che sia utilizzata anche da altri gatti;
  • Indossare i guanti quando si pratica giardinaggio;
  • Installare delle zanzariere, per evitare che in casa entrino insetti o zanzare;
  • Non bere acqua non depurata;
  • Cuocere bene gli alimenti, in special modo la carne;
  • Lavare bene insalata e verdura.

Una adeguata igiene e pulizia dell’ambiente e della persona, aiutano a tenere ulteriormente lontano il parassita.

A differenza di quanto si è creduto per molti anni, non è necessario separarsi dal proprio gatto durante la gravidanza, ma semplicemente adottare le regole del buon senso e seguire una buona prevenzione.

Trattamento e terapia della Toxoplasmosi

Come è stato anticipato, nei soggetti sani e con un sistema immunitario non debole o compromesso, la Toxoplasmosi non comporta particolari rischi, e pertanto molto spesso non presenta sintomi né richiede un trattamento particolare.

Molte persone non sanno neanche di avere la Toxoplasmosi, pur avendo contratto la malattia: segno che, nella maggior parte dei pazienti, questa malattia infettiva non è dannosa e non comporta danni per la salute.

Trattamento ToxoplasmosiSe però la Toxoplasmosi si contrae in gravidanza, è importante impedire che avvenga la trasmissione dell’infezione al feto: in questo caso bisogna assumere degli antibiotici specifici, ed un farmaco particolare, chiamato spiramicina.

Diverso è il caso in cui la malattia si sia già trasmessa al feto: in questo caso è molto importante la diagnosi precoce da cui, in effetti, deriva anche la maggiore o minore probabilità di danni al bambino.

Un consiglio, nel caso in cui si stia programmando una gravidanza, è quello di effettuare un test specifico, chiamato Toxo-test, che aiuta a evidenziare la presenza degli anticorpi.